Giuseppe Cederna. Prefazione a "Cascate" Alpi Centrali Lombardia e Svizzera di Mario Sertori Blu Edizioni Torino 2004

 

 

Fu un po' di anni fa, in Val Fontana. Lo ricordo come un sogno meraviglioso e terribile. “Che ci faccio qui? Chi me l’ha fatto fare?” continuavo a chiedermi mentre risalivo grazie a Mario la mia prima cascata. Ne uscii felice con gli avambracci di piombo. E adesso eccomi qui, di nuovo in bilico.

“Ogni uomo si sceglie il sentiero su cui cammina”, dice una ballata degli aborigeni australiani. E se il sentiero è di ghiaccio?

Ghiaccio. Pensateci bene. C’è chi non l’ha mai visto nè mai lo vedrà. Alcuni lo incontrano solo in frigorifero o al bar, in un bicchiere di gin tonic. Ghiaccio. La pelle fredda della terra, l’anima dell’inverno. Essere e non essere. Qualcosa di effimero e cangiante. Ghiaccio. Bisogna toccarlo, abbracciarlo, salirgli sulle spalle e guardarlo negli occhi per avere l’illusione di vederlo e forse, per un attimo, di possederlo. E’ l’ illusione che inseguono il mio amico Mario e i molti funamboli come lui.

Ghiaccio. Mario lo aspetta per mesi e alle prime ombre lunghe di novembre, comincia a cercarlo. Prima da lontano poi sempre più da vicino. Lo raggiunge e ancora una volta si stupisce, si emoziona. Lo studia, ne valuta il colore, la struttura, la consistenza, ne accarezza ogni superficie. Finchè il buco allo stomaco e la tensione si trasformano in quell’estasi controllata che precede l’entrata in scena di un attore. Questo libro nomina e cataloga centinaia di palcoscenici verticali. Ogni nome una storia di ghiaccio. Candele, colonne, torri, cattedrali, mura, colatoi, canali, placche... chilometri di ghiaccio da pungere, arpionare, graffiare, chiodare e martellare. Senza lasciare tracce. E’ questo il tocco segreto di una passione geniale e ossessiva che confina con l’arte. C’è la conoscenza della materia, lo studio metodico del territorio che Mario pratica da anni grazie al suo lavoro di guardiacaccia per la provincia di Sondrio C’è tecnica e improvvisazione. Intuizione e fatica. Amore e follia. Anche questa confina con l’arte.

Potenza del creato! Direbbe il reverendo Mapple di Moby Dick, cosa c’è di più meraviglioso di un muro d’acqua sospeso nel vuoto?

G. Cederna

 

 
          Giuseppe Cederna e Mario Sertori       
                                                                       
   
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